FOTOGRAFIA ALL'INFRAROSSO

Mi sono appassionato di fotografia all’infrarosso guardando alcuni scatti sul web.

I raggi infrarossi sono una parte dello spettro solare non visibile ad occhio nudo. In condizioni normali l'uomo vede le lunghezze d'onda della luce che vanno dai 380 ai 760nm (nanometri), l'infrarosso va ben oltre tali misure aprendo di fatto nuove dimensioni, permettendoci di vedere l'invisibile, mostrandoci la realtà in maniera totalmente inconsueta.

In passato realizzare l'infrarosso voleva dire utilizzare pellicole speciali (tipo la Infrared High Speed Kodak) da associare a filtri di vario genere, con poche possibilità di personalizzare il risultato finale. L'avvento del digitale ha cambiato un pò le cose, le possibilità di ottenerlo di sono moltiplicate e, poichè in nessun caso si può prescindere da un'accurata post-produzione con software tipo Photoshop®, Capture NX®, ecc, anche i risultati finali sono variegati e personalizzabili. Sconsiglio la realizzazione di IR attraverso plug-in o software di emulazione, il risultato che si ottiene è artificiale e solo lontanamente equiparabile al vero IR. Detto ciò passerei all'aspetto pratico tenendo conto soprattutto della mia esperienza accumulata in questi anni.

COME SI FA?

Con le reflex digitali ci sono 2 modi per scattare una fotografia all'infrarosso, il primo è utilizzando un treppiede e un filtro IR da avvitare temporaneamente sull'obiettivo, il secondo (solo per veri amanti del genere) è sostituendo nel corpo macchina il filtro posto davanti il sensore con un altro ad infrarossi.

 

Modo 1: treppiede + filtro sull’obiettivo.
Esistono 3 categorie di filtri IR che si suddividono per nanometri (nm):
- filtri che bloccano la luce fino a 600 nm
- filtri che bloccano la luce fino a 700-800 nm
- filtri che bloccano la luce fino a 900-1000 nm (filtri black o dark)

I filtri da 600nm lasciano passare parecchia luce visibile, dunque ci permettono di ottenere foto IR a colori.

I filtri da 700-800nm la bloccano ma parzialmente, il risultato sono foto leggermente colorate. Di questa categoria ricordiamo il filtro Cokin Infrared 89B che conosco solo di nome e l’Hoya Infrared R72 che possiedo e che blocca fino a 720nm (foto1, foto2, foto3, foto4).

I filtri da 900-1000nm bloccano invece completamente la luce visibile permettendo di ottenere solo foto in bianco/nero. Eccezionale è il B+W IR093 (foto5) che blocca fino a 1000nm.

PRO:

  • Questo metodo non implica alcuna modifica della reflex essendo il filtro IR avvitato sull’obiettivo.
  • CONTRO:

  • Il filtro posto davanti al sensore nel corpo macchina tende a tagliare la luce IR per evitare aberrazioni cromatiche e riflessi strani. Ciò rallenta il passaggio della luce IR e il sensore impiega più tempo a catturarla. Il risultato è che non è possibile scattare foto a mano libera, i tempi di esposizione si allungano notevolmente partendo da minimo ½ sec. L’uso del cavalletto risolve il problema ma è impossibile fotografare oggetti in movimento o persone senza cadere nel mosso.
  • Una volta montato il filtro sull’obiettivo non si riesce più a vedere attraverso il mirino. La mess’a fuoco deve essere effettuata prima di montare il filtro.
  • Modo 2: sostituzione del filtro sensore antialiasing al niobatio di litio con filtro low-pass IR CUT ad infrarossi:
    La sostituzione del filtro di serie posto sul sensore con un filtro di tipo IR permette di ottenere direttamente fotografie all' infrarosso. Mentre il filtro di serie lasciava passare solamente la luce visibile ostacolando il passaggio di quella IR, il filtro IR si comporta al contrario lasciando passare solo la luce IR. Il vantaggio è un notevole abbassamento dei tempi di esposizione e la possibilità di utilizzare la reflex a mano libera, senza l’obbligo di trepiede e filtri sull’obiettivo. La sostituzione del filtro può essere effettuata su qualsiasi reflex digitale ma bisogna tenere conto che presenta diversi gradi di difficoltà a seconda dei modelli. Personalmente sconsiglio di effettuarla fuori da un centro specializzato poichè vorrebbe dire invalidare al 100% la garanzia. Essendo la mia D70s già fuori garanzia ho voluto rischiare modificandola da me (con l’aiuto di mio fratello, molto più esperto in materia). Si trovano parecchi tutorials su youtube, ma le macchine vecchie come la d70s risultano più facili da modificare.

    PRO:

  • Fotografie direttamente all’ infrarosso con tempi di scatto pressocchè normali; utilizzo a mano libera; possibilità di fotografare persone (foto6, foto7) e oggetti in movimento; possibilità di utilizzare il mirino normalmente (come nella fotografia tradizionale)
  • CONTRO:

  • Una volta sostituito il filtro sul sensore la macchina restituirà solamente scatti ad infrarossi. Non sarà più possibile effettuare scatti “tradizionali” salvo rimontando il filtro originale.
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    REFLEX e IR

    Tutte le macchine sono adatte a scattere foto all’infrarosso, ma alcune sono più adatte di altre. Ciò dipende dalla qualità del filtro posto sopra il sensore, più è evoluto, meno luce IR passa e più alti saranno i tempi di esposizione. Le reflex di ultimissima generazione montano filtri molto evoluti che da un lato migliorano notevolmento la qualità delle foto in ambito “tradizionale”, dall’altro ne ostacolano l’utilizzo nel campo dell’IR. Dal test affettuato con le mie 2 macchine digitali, la D700 (che monta un filtro di ultima generazione) e la D70s (che monta un filtro più vecchio e meno evoluto) si evince, a parità di settaggi, un netto vantaggio dell’anziana di casa Nikon: 1” di esposizione contro i 25” della D700. In effetti a partire dalla D200, la Nikon ha migliorato la qualità dei filtri sensore, la D70s resta tutt’oggi il corpo macchina più performante per scattare all’infrarosso digitale.

    WORKFLOW IR DIGITALE per NIKON:

    Questo piccolo workflow IR si divide in una prima parte dedicata alla composizione dell’immagine ed allo scatto, e di una seconda dedicata al lavoro da effettuare in postproduzione per eliminare la dominante rossa (scattando con filtri di 600-700nm) e viola (scattando con filtri >900nm).Per quanto riguarda la composizione dell’immagine e lo scatto mi soffermerei sull’infrarosso ottenuto utilizzando il treppiede + filtro IR sull’obiettivo visto che, scattando con una macchina modificata, si tratterebbe di utilizzare la reflex come per una qualsiasi normale fotografia.

    Come prima cosa impostiamo la macchina in priorità di apertura (A), la qualità della foto in RAW (NEF), il bilanciamento del bianco su “incandescenza”. Considerando che utilizzeremo il cavalletto e che i tempi saranno lenti, consiglio di lasciare l’ISO a 200 per ridurre al minimo il rumore, alzatelo solo se c’è necessità di diminuire i tempi in caso di vento o in tutte quelle situazioni che posso restituirci mosso e micromosso. Scegliete l’apertura (consiglio minimo f/8), montate la macchina sul cavalletto, inquadrate la scena e mettete a fuoco sul soggetto che vi interessa (premendo il pulsante di scatto fino a metà o passando alla messa a fuoco in manuale). A questo punto avvitate il filtro IR sull’obiettivo e disabilitate la messa a fuoco automatica dall’obiettivo (se non l’avete già fatto in precedenza) e scattate. Con l’abitudine, nonostante la dominante rossa/viola che ne risulterà, vi renderete conto se la foto è perfetta oppure sottoesposta/sovresposta, in tal caso il mio consiglio è di prendere nota del tempo di esposizione indicato dalla macchina, selezionare il modo manuale (M) impostando la stessa apertura (f) e alzare o abbassare il tempo (s) in base alle necessità. A seguire 3 scatti della foto8 nel'ordine sottoesposta, correttamente esposta, sovraesposta.

    Ottenuta la nostra foto siamo pronti a lavorarla coi software. Per questa parte vi consiglio di seguire il tutorial creato da SARO CAMPIONE, una guida a dir poco magnifica che potete scaricare qui.

    QUANDO SCATTARE:

    Le ore migliori sono quelle meno calde, la mattina prima delle 11 e il pomeriggio prima del tramonto. Il top sarebbe avere una giornata di sole con la presenza di nuvoloni bianchi sparsi in cielo, ma non lasciatevi condizionare, ho scattato infrarossi alle 2 del pomeriggio col cielo completamente coperto ottenendo ugualmente ottimi risultati. È importante lasciarsi il sole alle spalle per evitare flares e riflessi. Il soggetto migliore è la natura, gli alberi, le piante, l’erba, tutto ciò che contiene clorofilla risulterà di un bianco candido (foto9), come totalmente ricoperto da neve; interessanti gli infrarossi di ruderi in aperta campagna (foto10). Un’altra condizione ottimale è quando c’è foschia (foto11), che sia dovuta al clima o all’inquinamento atmosferico, l’IR riesce ad attraversarla senza problemi restituendoci una visibilità ed una nitidezza difficilmente raggiungibili nelle stesse condizioni dalla fotografia tradizionale. Attenzione infine alle persone, l'infrarosso passa qualche millimetro sotto pelle e se da un lato la rende omogenea e liscia come quella di un bambino, dall'altro accentua incredibilmente le venature del corpo come evidenziato nell'esempio a seguire.

     

     
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