Aissa ha 26anni ed è una giovane guida del deserto. È appassionato di storia e fotografia, conosce tutte le pitture rupestri del Tassili n'Ajjer. È attivamente impegnato in diverse organizzazioni locali nel tentavano di valorizzare il patrimonio della regione. È stato in Europa, e come tanti Tuareg, ha avuto difficoltá a comprendere i nostri ritmi e il nostro concetto del tempo.
"La nostra giornata finisce quando il sole scende oltre l'orizzonte e inizia alle prime luci dell'alba". Il deserto è la sua vita.

Barka è un vecchio cammelliere di 85 anni che fa questo lavoro fin da bambino, glielo ha insegnato il padre.
Da ragazzo, durante una lunga traversata, è stato morso da un serpente. È riuscito a camminare per 2 giorni consecutivi e a raggiungere, stremato, un centro medico dove gli hanno somministrato un antidoto. Nel deserto, si sveglia ogni mattina alle 5, e a piedi segue le orme dei suoi cammelli per riportarli al bivacco. Nonostante la notte leghi le loro zampe per evitare che si allontanino troppo, hanno imparato perfino a correre e sono capaci di percorrere alcuni km. Non ha mai visto il mare.

Sayah è una guida del deserto, ha 36 anni e da poco é diventato papà. Vorrebbe che suo figlio studiasse, ma allo stesso tempo ha paura che questa scelta possa allontanarlo dal deserto e fargli preferire la città e le sue comodità. "Sono una delle ultime guide del deserto,vi sono nato e cresciuto, potrei attraversarlo di giorno e in piena notte, ne conosco vita e segreti. Se mio figlio partirà, quando non ci sarò più cosa farete, userete il gps?"

Sarmi, capofamiglia, anziano, guida del deserto. Proviene da una famiglia di grandi guide, suo padre è stato l'ultimo custode del Tassili n'Ajjer.
Ha viaggiato molto per promuovere il turismo nell'area, spingendosi fino alle principali capitali europee e togliendosi temporaneamente chèche e burnus, ma è sempre tornato a casa, perchè per nessuna cosa al mondo rinuncerebbe alla terra del deserto, al silenzio, alle roccie, alle dune, a quei colori ancestrali.

Mohammed è un cammelliere, anche lui alle prime luci dell'alba segue le orme dei suoi cammelli che ogni notte si allontanano in cerca di cibo.
Mi ha incantato con il rito del the, una cerimonia relativamente recente (100 anni circa) che però è entrata a fondo nel nostro immaginario collettivo. Con le stesse foglie di thé verde si prepara l'infuso per 3 volte consecutive. "Il primo è amaro come la morte, il secondo dolce come la vita, il terzo zuccherato come l'amore. La sera ama suonare i tamburi e intonare canti dtrazionali intorno al fuoco.

Muhammed è un autista. Il suo è un lavoro nuovo, sconosciuto ai suoi avi e importante per la comunità. È la testimonianza di una società in continua evoluzione, pur rimanendo profondamente attaccata alla tradizione orale e alla cultura tramandata da padre in figlio. La società tradizionale era molto gerarchizzata con classi e caste. Oggi, che la gran parte dei tuareg sono divenuti sedentari, queste gerarchie sono pressoché scomparse o assottigliate.

 

Nel mondo dei Tuareg

Le foto a seguire sono state scattate lungo una via del deserto del Tassili n'Ajjer (Algeria), al confine con la Libia e il Niger. Una pista che per millenni è stata battuta sia dalle carovane dei commerci trans-sahariani, sia dai nomadi che accompagnavano pascoli e cammelli a bere nelle oasi vicine. Oggi molti Tuareg si sono sedentarizzati, ma continuano a rimanere uno degli ultimi popoli liberi della terra.

 
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